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Bonus Pubblicità 2017 per le concessionarie e le testate giornalistiche

Bonus Pubblicità 2017 per le concessionarie e le testate giornalistiche

Stai pensando di investire in pubblicità a sostegno della tua azienda?

Finalmente potrai farlo con il nuovo Bonus Pubblicità per il 2017 istituito dal DIE (Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri).

Di seguito sono riportati i dettagli della circolare.


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Articolo tratto da: PMI.it

Il bonus pubblicità varrà anche per gli investimenti pubblicitari sulle testate on line. E potrà essere fruito anche per gli investimenti effettuati dal 24 giugno 2017 al 31 dicembre 2017.

Uno schema riassuntivo – utile alle testate e alle concessionarie pubblicitarie – è contenuto nella circolare FIEG (Federazione Italiana Editori Giornali) n. 43/17/DG16.

Bonus: è un credito d’imposta sui costi sostenuti incrementali (incremento minimo pari all’1%) rispetto a quelli effettuati nell’anno precedente (art. 57-bisDL 50/2017); si utilizza esclusivamente in compensazione con beneficio nel 2018; non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini IRAP (in sintesi è un beneficio da iscrivere nel conto economico, non tassato).

Beneficiari: possono godere dell’agevolazione fiscale le imprese (società o imprenditori individuali) e i lavoratori autonomi (anche professionisti) che sostengono costi, nel 2017, in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica, anche online. Il vantaggio finale è duplice:

  1. Si effettuano campagne con un costo reale ridotto;
  2. Si gode di un credito fiscale anche di grossa portata (più si investe e più si risparmierà sulle imposte). Si specifica che il credito di imposta si potrà utilizzare in compensazione con tutte le imposte, tasse e contributi pagabili utilizzando il modello F24.

Importo: l’agevolazione è pari al 75% del valore incrementale dei costi sostenuti; sale al 90% per microimprese, PMI e Startup innovative (si intendono per microimprese e PMI le aziende che impiegano meno di 250 persone e il cui fatturato è inferiore a 50 milioni di euro o totale di bilancio annuo inferiore a 43 milioni di euro).

Requisiti: il bonus scatta soltanto sulla parte incrementale dei costi di analoga natura (incremento minimo dell’1%), sostenuti dai medesimi soggetti, sugli stessi mezzi di informazione nel corrispondente periodo 2016 (ovvero tra il 24 giugno e il 31 dicembre 2016).

Incremento: Per l’individuazione della quota incrementale dei costi su cui calcolare il bonus è ragionevole applicare l’art. 109, comma 2) lettera b) del TUIR , secondo cui le spese di acquisizione dei servizi si considerano sostenute alla data in cui le prestazioni sono ultimate, ma anche su questo punto è bene attendere il decreto attuativo.

N.B. Per imprese e autonomi che nel periodo luglio/dicembre 2016 non hanno sostenuto costi, secondo l’interpretazione non restrittiva della FIEG si ritiene che possa essere considerato incrementale l’intero importo sostenuto (il DPCM con le modalità e i criteri di attuazione dell’agevolazione dovrà darne conferma), ma tecnicamente la legge richiede un precedente costo sostenuto, su cui calcolare il valore incrementale.

Mezzi di informazione: la legge attuale prevede esplicitamente che il bonus pubblicità 2017 sia riservato ai costi pubblicitari sostenuti sulla stampa quotidiana e periodica, anche online. Per il 2017 sono dunque escluse le testate radiotelevisive, a cui invece è concesso il bonus a partire dal 2018.

Applicazione: non ci sono limitazioni relative ai settori, si applica all’intero territorio nazionale e non è prevista alcuna discrezionalità da parte dell’Amministrazione Pubblica, nel rispetto del limite di spesa previsto, pari 20 milioni di euro per il 2017.

Compatibilità: non essendo un bonus selettivo, non dovrebbe esserci alcuna incompatibilità con le normative sugli aiuti di Stato. Esiste un dubbio limitatamente all’aumento al 90% per microimprese, PMI e Startup innovative, ma secondo la FIEG l’applicazione della regola del de minimis (relativa agli aiuti di piccola entità) potrebbe ridurre la portata del problema.

Domanda: la domanda per il bonus andrà presentata al Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri; le procedure di dettaglio per l’utilizzo del credito saranno stabilite dal DPCM attuativo.


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